Stepchild? No grazie

Uno dei più significativi risultati raggiunti nel 2016 con il grande Family Day del Circo Massimo fu quello di ottenere – se non altro – lo stralcio della norma sulla stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili. Meglio sarebbe stato (probabilmente anche per la sua carriera politica) se Matteo Renzi avesse fermato l’intero disegno di […]

Giugno 26, 2023

Uno dei più significativi risultati raggiunti nel 2016 con il grande Family Day del Circo Massimo fu quello di
ottenere – se non altro – lo stralcio della norma sulla stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili.
Meglio sarebbe stato (probabilmente anche per la sua carriera politica) se Matteo Renzi avesse fermato
l’intero disegno di legge, che non portò a nulla di buono per il nostro Paese, aprendo di fatto il supermarket
delle famiglie in cui ciascuno può scegliere la famiglia su misura, dalla unione civile al patto di civile
convienza, dalla convivenza non registrata fino al matrimonio “vintage”. Tutto è famiglia, e dunque nulla
più è famiglia, e questo assunto ormai sdoganato porterà ad una frammentazione sempre più insanabile del
tessuto sociale, sostituendo i nuclei familiari con individui isolati. A questo si aggiunga che la legge Cirinnà
fu e resta un autentico cavallo di Troia utile a consentire alla giurisprudenza ideologica di scavalcare le
norme.

Come che sia, almeno in parte i bambini furono messi in salvo, stralciando tutta la parte sull’adozione
legittimante da parte del partner che avrebbe legittimato le pratiche fecondative proprie delle coppie
omosessuali, e cioè il traffico di gameti maschili per le donne, e l’utero in affitto per gli uomini.
E’ bene sul punto sciogliere un dubbio: un conto è la stepchild adoption da parte del partner come prevista
(e poi stralciata) dalla legge Cirinnà, un altro conto è l’adozione in casi particolari di cui all’art. 44 della legge 184/83; nel primo caso infatti si assisterebbe ad una sorta di automatismo, mentre nel secondo sarebbe
necessario comunque un approfondito e accurato vaglio da parte dell’autorità giudiziaria per verificare,
intanto, l’assenza di altri genitori naturali, e poi per valutare se tale adozione risponda o meno all’interesse
del fanciullo.

Il tema è tornato alla ribalta dopo la nota vicenda dell’impugnazione, da parte della procura di Padova, di
33 atti di nascita sui quali figuravano “due madri”, e ci aiuta a ricordare il valore di quella conquista di civiltà
che fu la mancata ammissione della stepchild adoption nel nostro ordinamento giuridico.
Se infatti nel 2016 la stepchild fosse stata approvata, si sarebbero già da allora aperte le porte alla
legalizzazione dell’utero in affitto e del traffico di gameti, con conseguente automatica legittimazione
dell’acquisto di bambini sul mercato internazionale. Altro che reato universale: con la stepchild in vigore si
sarebbe di fatto riconosciuto il “diritto al figlio” e la Consulta avrebbe avuto un formidabile appiglio
giuridico per finire di dichiarare incostituzionale la legge 40/2004 nella parte in cui vieta la maternità
surrogata. Se infatti avere un figlio è un diritto di tutti, come potrebbero essere vietate le relative tecniche
riproduttive?

Ecco la ragione per cui, ora come allora, la stepchild adoption non può e non deve essere la soluzione, né la
legge sull’utero in affitto reato universale può diventare la moneta di scambio da mettere sul tavolo del
compromesso politico. Se infatti passasse una norma sulla stepchild adoption, diventerebbe di fatto
impossibile applicare la norma penale universale sulla surrogata.
Immaginate quanto sarebbe semplice per un uomo recarsi all’estero, ritirare il bambino appena partorito,
farsi firmare una dichiarazione dalla madre surrogata in cui la stessa attesti che il figlio sia frutto di una
relazione carnale e contestualmente rinunci al riconoscimento del figlio e alla responsabilità genitoriale e
poi tornare in Italia per iniziare immediatamente l’iter della stepchild. Fatta la legge, trovato l’inganno.
Possiamo anche prevedere l’ergastolo per l’utero in affitto, tanto con la stepchild in vigore nessuno verrà
mai condannato. Le pronunce giurisprudenziali, qualche volta spinte ideologicamente, stanno tentando di
aprire una breccia che favorisca la stepchild adoption e solo una posizione legislativa chiara e coraggiosa
può fermare questa pericolosa deriva.

Ecco perché non si possono condividere le aperture del ministro Roccella, sulla stepchild adoption.
Per il vero non è la prima clamorosa retromarcia di Eugenia Roccella, che nel 2016 scendeva in piazza
contro la legge Cirinnà, il 21 gennaio 2018 dichiarava ad Avvenire di voler “sostituire o trasformare
radicalmente” la legge sulle unioni civili, salvo poi spiegare al “Foglio” nell’ottobre 2022 che “non è vero
che siamo contro alle unioni civili” dichiarandosi contraria alla sola stepchild adoption, salvo poi cambiare
nuovamente idea indicando pochi giorni fa sul Corriere della Sera tale via come soluzione del problema di
Padova. Secondo il ministro in versione 3.0, ora le le coppie omogenitoriali dovrebbero "seguire la
procedura adottiva. Stiamo parlando della stepchild adoption, che qualche anno fa veniva richiesta a gran
voce. Perché adesso non va bene più? Non è una procedura discriminatoria”.
Lo scivolamento valoriale del ministro non pare arrestarsi, posto che sempre la Roccella, intervistata il 22
giugno 2023 ha dichiarato all’ANSA che “dovremo pensare a una sorta di sanatoria” per le coppie
omogenitoriali che abbiano violato la legge fino ad oggi. Una sorta di condono edilizio, da applicare a
creature umane scientemente private di padre o di madre fin dalla nascita. In meno di cinque anni siamo
passati dal “aboliremo le unioni civili” a “facciamo una sanatoria, seguano la procedura adottiva”.
Spiace dirlo, ma non possiamo essere d’accordo col ministro, o almeno con le sue ultime posizioni.
Legittimare la stepchild sarebbe un disastro.

L’unico modo efficace per intervenire è quello di affermare (anche in Costituzione se necessario) il diritto
dei bambini ad avere un padre e una madre e contestualmente vietare qualsiasi forma di riconoscimento
della (pseudo)genitorialità ottenuta contro la legge. Chi ordina i bambini su internet non può essere il loro
genitore, esattamente come chi li rapisce o li compra o li regala. Diversamente ogni norma sarà scavalcata
dalla pressione ideologica e dalla giurisprudenza. Se poi si tratta, come nel caso di Padova, di figli di coppie
lesbiche, va ricordato che non sono certo orfani, ma hanno una madre, e una sola, che è colei che li ha
partoriti e dunque hanno già tutti i diritti del caso. A chi chiede il riconoscimento anche della “seconda
mamma”, vorrei sommessamente ricordare infatti che non esistono figli di due madri.

Da qualche parte c’è anche un padre, che ha offerto il proprio decisivo contributo, e che è stato annullato,
cancellato, eliso, obliterato e trasformato in una scatola di polistirolo contenente sperma e ghiaccio secco.
Tutto questo resta ingiusto, grave e inaccettabile nei confronti di un essere umano che non solo non
conoscerà mai il suo papà, ma che non potrà mai conoscere neppure lontanamente il significato della
parola “padre”. Di mamma ce n’è una sola. E anche di papà. Niente stepmamma e stepadre, grazie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Simone Pillon

Ti potrebbe interessare..

SCHWA A BOLOGNA. GIÙ LE MANI DALLA LINGUA ITALIANA

SCHWA A BOLOGNA. GIÙ LE MANI DALLA LINGUA ITALIANA

In un impeto di ideologismo il conservatorio di Bologna adotta la schwa per le valutazioni di fine anno, con tanto di approvazione pubblica da parte di Michela Murgia Terenzi.A parte che secondo la legge gli atti ufficiali della pubblica amministrazione devono essere...

leggi tutto
BASTA CON LA NEOLINGUA GENDER

BASTA CON LA NEOLINGUA GENDER

Dopo Torino, anche l'ateneo veronese sembra avere come priorità quella di adottare la neolingua gender, cancellando il "maschile universale neutro" giudicato "sessista e violento".Ma possibile che non ci sia niente di meglio da fare che scimmiottare la deriva...

leggi tutto
SIAMO STATI CONCEPITI NELLA LUCE

SIAMO STATI CONCEPITI NELLA LUCE

Ognuno di noi è nato nella luce!E non è un modo di dire.Sapevate che nell'istante del concepimento si sprigionano lampi luminosi?Gli scienziati della Northwestern University di Chicago hanno filmato per la prima volta quello che accade nel momento in cui inizia una...

leggi tutto