Il mio discorso alla Knesset.

La pace su Gerusalemme e la pace su Israele presto tornerà, e molti stanno lavorando per questo, magari lontani dalle TV e dai giornali

Maggio 29, 2024

Signor presidente,
Onorevoli autorità e membri della Knesset, Gentili organizzatori e partecipanti della JPB
2024, Cari amici

Secondo un proverbio italiano “un amico si vede nel momento del bisogno”. Noi siamo amici del popolo di
Israele e siamo qui ora in questa grave ora in cui Israele è ancora una volta chiamato a difendere la sua
stessa esistenza. Il mio pensiero e le mie preghiere vanno per gli ostaggi, le loro famiglie, ai ragazzi e alle
ragazze che stanno difendendo il loro paese dal terrorismo e per tutte le vittime di questa guerra.
Israele è l’avanguardia del mondo occidentale e quello che accade qui, presto o tardi accadrà anche negli
altri paesi di Europa e Nord America. Ecco perché sono molto preoccupato per quanto sta accadendo nel
mondo occidentale: manifestazioni che inneggiano al terrorismo, università occupate che espongono i
simboli di Hamas, studenti ebrei aggrediti.

Il nuovo antisemitismo è anche questo lo fermeremo insieme.
Per le stesse ragioni ritengo profondamente sbagliata la decisione dei governi di sinistra di Irlanda, Norvegia
e Spagna di riconoscere lo stato Palestinese proprio ora. Questa decisione rischia di legittimare l’uso del
terrorismo come strumento di lotta politica e calpesta le vittime del 7 ottobre. Anche in Italia alcune forze
politiche di sinistra hanno chiesto tale riconoscimento, ma il nostro governo ha giustamente rifiutato.
Trovo altrettanto grave la decisione della procura presso la corte di giustizia internazionale di chiedere
l’arresto del primo ministro Netaniahu, mettendo così sullo stesso piano un premier democraticamente
eletto e che cerca di garantire la sicurezza dei suoi cittadini e il capo di un’organizzazione terroristica che
ancora trattiene ostaggi tra cui ragazzi, anziani, donne e bambini e che ha come obbiettivo la cancellazione
di Israele. Questo è vergognoso…

Non dobbiamo tuttavia disperare. La pace su Gerusalemme e la pace su Israele presto tornerà, e molti
stanno lavorando per questo, magari lontani dalle TV e dai giornali. E soprattutto siamo certi che il Signore
lavora per la pace tra i suoi figli seguendo vie che solo lui conosce. Già lo scorso anno per esempio vi parlai
della Domus Galileae dove ogni anno decine di migliaia di cristiani cattolici provenienti da tutto il mondo
passano ogni anno e imparano l’amore al popolo di Israele. Come questa, molte altre iniziative vengono
messe in campo per favorire la pace.

Da una cosa dobbiamo tuttavia guardarci, noi paesi occidentali ma anche Israele: dalla perdita dei valori. Le
ideologie woke e gender stanno distruggendo le nostre radici, le nostre tradizioni e stanno mettendo in
seria difficoltà i nostri giovani, che rischiano di crescere senza più ideali.
Non si sa più distinguere tra un maschio e una femmina, si educano i bambini alla perversione, si distrugge
la famiglia, si attacca la vita. Anche qui a Gerusalemme, come in molte delle nostre città sventolano le
bandiere del gay pride, e spesso in Europa sventolano insieme a quelle di Hamas. Un conto è garantire la
dignità a tutti, un altro conto è seguire le follie ideologiche.

Il presidente Trump in un suo memorabile discorso pronunciato a Varsavia il 6 luglio 2017 disse: ”We are
fighting hard against radical Islamic terrorism, and we will prevail. We cannot accept those who reject our
values and who use hatred to justify violence against the innocent.(…) Do we have the confidence in our
values to defend them at any cost? Do we have enough respect for our citizens to protect our borders? Do we
have the desire and the courage to preserve our civilization in the face of those who would subvert and
destroy it? We can have the largest economies and the most lethal weapons anywhere on Earth, but if we do
not have strong families and strong values, then we will be weak and we will not survive”
Il rischio è che accada a noi quello che già accadde al popolo di Israele: Leviticus 26, 14.22 “If you reject my lawsand detest my customs and you brake my covenant by not putting my commandaments into practice I shall subject you to terror, consumption and fever, (…) I shall send you wild animals to attack you and rob
you of your children”.

Il nostro auspicio oggi è che – al contrario – Israele e con esso tutti i popoli del mondo occidentale sappiano
ritrovare la propria fede e i propri valori. Allora si adempirà la profezia del salmo 81: If only my people
would listen to me,if only Israel would walk in my ways at one stroke I would subdue their enemies turn my
hand against their opponents”.

Grazie a tutti. Il Signore ci benedica e ci doni la sua pace.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Simone Pillon

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